Dopo la morte di Kim Jong-il

La notizia della morte di Kim Jong-il, il Caro Leader della Corea del Nord, sta monopolizzando la stampa internazionale. Soprattutto dopo che alcune agenzie sudcoreane, tra cui la Yonhap, hanno riportato di un test nucleare con missili a corto raggio condotti dalla Corea del Nord proprio nel giorno della morte del leader.
19 DIC 11
Ultimo aggiornamento: 18:15 | 5 AGO 20
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La notizia della morte di Kim Jong-il, il Caro Leader della Corea del Nord (leggi il ritratto), sta monopolizzando la stampa internazionale. Soprattutto dopo che alcune agenzie sudcoreane, tra cui la Yonhap, hanno riportato di un test nucleare con missili a corto raggio condotti dalla Corea del Nord proprio nel giorno della morte del leader.
Le preoccupazioni internazionali sono quindi riconducibili da un lato all'instabilità del potere nordcoreano (Kim Jong-il era a capo della dittatura da più di diciassette anni, anche se da tempo si preparava alla sua successione), dall'altro alla minaccia nucleare.
Subito dopo la morte di Kim Jong-il, Seoul ha rafforzato la presenza militare sul confine. Allo stesso tempo il primo ministro giapponese, Yoshihiko Noda, come riportato dal Wall Street Journal, ha diffuso un piano in tre punti composto da sole 38 parole. In sostanza il Giappone vuole "rafforzare la raccolta di informazioni relative agli eventi in atto in Corea del Nord" e condividerle con "gli Stati Uniti, la repubblica di Corea, la repubblica popolare cinese e altri paesi collegati".
L'annuncio della morte ha comunque provocato un calo dello Won, la moneta della Corea del Sud, e un rafforzamento del dollaro contro tutte le altre valute. Il dollaro, infatti, è da sempre considerato un rifugio sicuro in caso di instabilità politica nella regione.
Secondo un editoriale del Korea Times la morte del Caro Leader cambierà poco per il governo di Seoul, che dovrà "mantenere il sangue freddo". Saranno delusi quelli che aspirano a una "primavera coreana" sul modello di quella araba, visto che l'erede designato è l'indottrinato (ed enigmatico, come lo definisce il New York Times) figlio di Kim Jong-il (leggi Chi è Kim Jong-un, il figlio di Kim Jong-il che succederà al padre di Lanfranco Pace). The Atlantic va oltre, e tenta di rispondere a una domanda: cosa succederebbe se Kim Jong-un non fosse pronto? Per Jean-Vincent Brisset, direttore dell'Istituto di relazioni internazionali e strategiche francese, la morte del leader nordcoreano non cambierà molto nella geopolitica dell'estremo oriente. The Australian insiste sulla continuazione dello status quo, scrivendo un ritratto molto poco indulgente di Kim Jong-il, definito "il leader più grottesco del nostro secolo". Così come la Fox, che spiega perché il suo decesso non significherà necessariamente più democrazia.
Il New Yorker Kim spiega come Kim Jong-il non sia morto in scappando, nè in una buca, nè dietro le sbarre, o sul patibolo. E' sopravvissuto ai suoi colleghi che avevano avuto più capacità di compromesso, ed è morto di un attacco cardiaco su di un treno vicino Pyongyang. Ma ora cosa succederà in Corea del Nord e nelle relazioni internazionali?
Al Jazeera ha raccolto le dichiarazioni ufficialidei leader di vari paesi sulla morte di Kim Jong-il, come quella di Alain Juppe, ministro degli Affari esteri francesi, che spiega come la morte di una persona sia triste ma anche la mancanza di libertà di un popolo. Così anche Jay Carney, portavoce della Casa Bianca, che ha sottolineato come l'America "sia vicina agli alleati giapponesi e sudcoreani". Il governo giapponese, per bocca del portavoce Osamu Fujimura, spera che la morte "inaspettata" del Caro Leader non porti alcun impatto negativo sulla pace e la stabilità della penisola coreana. Intanto a Occupy Wall Street alcuni manifestanti difendono la Corea del Nord e il suo leader.